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Eventi
"Shoah: l'infanzia rubata"

Nell'ambito dell'iniziativa "La memoria dei Giusti la storia di Giorgio Perlasca - Soncino, Orzinuovi e Crema insieme per non dimenticare la Shoah" ultimo giorno della mostra "Shoah: l'infanzia rubata" realizzata dall'Associazione "Figli della Shoah" a cura dell'assessorato alla Cultura e dell'Ufficio cultura di Orzinuovi.


DOVE: Orzinuovi
QUANDO: 17 febbraio
Daniele Schivardi

L'associazione Movente ospita fino al 30 maggio 2018 la mostra di Daniele Schivardi dal titolo "Ho lasciato all’asilo il mio ferro da stiro". Visitabile su prenotazione (345.399199 / 329.7887066).

Il maestro Schivardi ha posizionato ventidue tele inedite create appositamente per questo progetto. Un sodalizio artistico, quello fra l’associazione e il pittore milanese ma ormai bresciano d’adozione, che ha trasportato Schivardi nel mondo della sua infanzia, là dove insieme con lui è nato il motore emotivo della sua arte. Le ventidue opere di Schivardi oggi in mostra racchiudono un ricordo infantile che rimanda ad una dimensione di affetti e legami che riportano l’artista ad essere sempre presente nei suoi lavori. Un progetto che è quasi un lascito ereditario della lunga carriera del pittore.
Maria Novella Gennari del Movente descrive così la mostra di Schivardi: "La lingua dell'Altro crea la possibilità umana di aderire al patto sociale nel quale viene a sorgere e attraverso il quale sopravvive. L'evoluzione del soggetto è di spogliarsi di quella lingua costituendo la propria e dunque il proprio stile. L'identificazione all'Altro produce fragilità percettiva, nel senso che il principio di realtà soggettivo è estremamente labile. Costruire il proprio campo percettivo è la possibilità che compete ad ognuno di noi".


DOVE: Concesio
QUANDO: Fino al 29-05-2018
"A life: Lawrence Ferlinghetti"

Ultimo giorno per la mostra "A life: Lawrence Ferlinghetti / Beat Generation Ribellione Poesia".

La mostra mette in luce l'importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, ed in particolare all'interno del movimento della Beat Generation.
“Ferlinghetti – afferma il Direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato - oltre ad essere autore di una delle raccolte di poesia più vendute al mondo “A Coney Island of the Mind” (1958), ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell'opera degli scrittori della Beat Generation, tramite la libreria e casa editrice City Lights Bookstore, da lui fondata nel 1953 assieme a Peter D. Martin. Ripercorrere la carriera di Ferlinghetti, come fa questa mostra bresciana, dà modo di rendere omaggio all'intero movimento letterario, aprendo lo sguardo non solo sull'opera dei singoli autori ma più in generale sul fenomeno Beat, che da New York a San Francisco, dalla costa est alla costa ovest, ha animato il panorama culturale underground americano degli anni Cinquanta e Sessanta”.


DOVE: Brescia
QUANDO: 18 febbraio
Tras.Formazione

Ultimo giorno della rassegna di scultura "Tras.Formazione" degli artisti Dadamaino, Manzù, Martini, Pomodoro, Lusetti, Schiele, Caffetto, Festa, Dangelo, Sciola, Soddu, Tiche, Berrocal, Cosentino, Bonetti, Franchi e De Jong. Per secoli la scultura ha adottato la figura umana, come oggetto della sua poetica. Nelle civiltà antiche e primitive il nudo femminile, con le sue forme morbide e tondeggianti, rappresentava la fertilità. La ricerca delle proporzioni dei canoni è il risultato di una osservazione ed esperienza che porta a fissare nell’arte le forme più tipiche incontrate in natura, riconducibili a certe costanti. Il "fine" , cogliere nel mondo circostante, gli elementi rindondanti e sicuri. Con l’arte rinascimentale l’attenzione si sposta sull’aspetto anatomico sulla sua deformazione, dall’armonia delle proporzioni, fino alla libera espressione della soggettività. La scultura moderna ritorna a più riprese ad utilizzare il canone, come anche nei contemporanei, le figure mitologiche e le potenzialità dei canoni e dei modelli diventano ancora una volta oggetto di studio, la risposta a quesiti strutturali.
Il ‘bello ideale greco’ viene ripreso da artisti concettuali. L’atteggiamento razionale di questi ultimi, dimostra un’attaccamento ai principi base della geometria astratta: il calcolo, la simmetria, la struttura, il modulo trovano la radice nella tradizione classica. Gli scultori astrattogeometrici hanno impostato i loro lavori sulla ricerca di rapporti plastico- spaziali, tra pieni e vuoto, positivo e negativo,concavo e convesso. I volumi sono progettati per vivere nello spazio delle varianti di luce e ombra. Ancora una volta è il ‘modulo’ a dettare la ricerca, il filo conduttore degli scultori minimalisti che riducono ulteriormente il rapporto tra volume e struttura, fino alla semplificazione assoluta,in forme semplici e primarie.

Orari 16.30-19.30


DOVE: Brescia
QUANDO: 27 gennaio
"Siamo tutti fotografi"

A cura dell'Associazione Artisti Bassa con la collaborazione del Comune  e gruppo “Siamo tutti fotografi” è in programma la presentazione della mostra pittorica e fotografica  “Un posto per tutti… solidarietà & della integrazione”. 

A presentare  il  sindaco di Visano Francesco Piacentini.  Letture a cura di Stefano Freato e intermezzi musicali eseguiti dai maestri Italo Ceretti, Gabriele Tisi e Francesca Tenca. La esposizione sarà visitabile fino alle 19.


DOVE: Fiesse
QUANDO: 28 gennaio
Tras.Formazione

Rassegna di scultura "Tras.Formazione" degli artisti Dadamaino, Manzù, Martini, Pomodoro, Lusetti, Schiele, Caffetto, Festa, Dangelo, Sciola, Soddu, Tiche, Berrocal, Cosentino, Bonetti, Franchi e De Jong. Per secoli la scultura ha adottato la figura umana, come oggetto della sua poetica. Nelle civiltà antiche e primitive il nudo femminile, con le sue forme morbide e tondeggianti, rappresentava la fertilità. La ricerca delle proporzioni dei canoni è il risultato di una osservazione ed esperienza che porta a fissare nell’arte le forme più tipiche incontrate in natura, riconducibili a certe costanti. Il "fine" , cogliere nel mondo circostante, gli elementi rindondanti e sicuri. Con l’arte rinascimentale l’attenzione si sposta sull’aspetto anatomico sulla sua deformazione, dall’armonia delle proporzioni, fino alla libera espressione della soggettività. La scultura moderna ritorna a più riprese ad utilizzare il canone, come anche nei contemporanei, le figure mitologiche e le potenzialità dei canoni e dei modelli diventano ancora una volta oggetto di studio, la risposta a quesiti strutturali.
Il ‘bello ideale greco’ viene ripreso da artisti concettuali. L’atteggiamento razionale di questi ultimi, dimostra un’attaccamento ai principi base della geometria astratta: il calcolo, la simmetria, la struttura, il modulo trovano la radice nella tradizione classica. Gli scultori astrattogeometrici hanno impostato i loro lavori sulla ricerca di rapporti plastico- spaziali, tra pieni e vuoto, positivo e negativo,concavo e convesso. I volumi sono progettati per vivere nello spazio delle varianti di luce e ombra. Ancora una volta è il ‘modulo’ a dettare la ricerca, il filo conduttore degli scultori minimalisti che riducono ulteriormente il rapporto tra volume e struttura, fino alla semplificazione assoluta,in forme semplici e primarie.

Fino al 27 gennaio dal giovedì a sabato con orari 16.30-19.30


DOVE: Brescia
QUANDO: 14-16 dicembre, 21-23 dicembre, 28-30 dicembre, 4-6 gennaio, 11-13 gennaio, 18-20 gennaio, 25-26 gennaio
"Giovanni Lamberti (Le Rond). Opere 2015 - 2017"

Ultimo giorno della mostra "Giovanni Lamberti (Le Rond). Opere 2015 - 2017", dalle 16 alle 19.30.


DOVE: Brescia
QUANDO: 7 febbraio
"Atelier Karl Bulla e figli"

Fino al 25 febbraio mostra fotografica "Atelier Karl Bulla e figli", presentata da Massimo Roncarà per la parte storica, da Rinaldo Capra per quella tecnica e arricchita da un verbodramma di Giuliana Berengan. Orari: dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 19.30, chiusura giovedì 15 febbraio.

Dopo l’esposizione dei manifesti della Rivoluzione d’Ottobre, il ciclo di conferenze Arte e Rivoluzione e la mostra di pittori russi e bielorussi Scorci di un mondo scomparso, SpazioAref prosegue l’indagine nella cultura artistica russa, per ricordare il centenario della Rivoluzione, grazie alla collaborazione con l’Atelier Il Passaggio di Ferrara, proprietario di un’unica e rarissima collezione di fotografie dell’Atelier Bulla. In mostra sono esposte circa cinquanta delle cento fotografie che compongono la collezione, organizzate in sette sezioni: la città di San Pietroburgo; lo zar e la corte; gli intellettuali e gli artisti; i grandi ritratti; i reportage dal fronte di guerra; le scene del 1917; la dinastia Karl Bulla. Si tratta di prime e uniche copie da lastre originali dell’archivio disperso dell’Atelier di Karl Bulla e figli, attivo dal 1879 al 1934 a San Pietroburgo. L’attribuzione, il restauro e la stampa di questo fondo sono avvenuti a Mosca nel 1989-91 in collaborazione con il Photocenter dell’Unione giornalisti dell’ex URSS. Cancellati dalla storia della fotografia dalla repressione staliniana sin dal 1934, Karl Bulla (1853-1929) e i figli sono oggi considerati in Russia tra i massimi fotografi e cronisti della storia del Novecento e dei suoi protagonisti. Uno dei primi fotoreporter di San Pietroburgo, Karl diviene fotografo ufficiale dello zar e ottiene importanti riconoscimenti anche a livello internazionale. Nel 1916 trasmette l’atelier ai figli Alexander e Viktor, che si dedicano al reportage. Alexander è fotografo sul fronte della prima guerra mondiale, Viktor (1883-1938) è corrispondente per il giornale “Niva” nel corso del conflitto russo-giapponese del 1904-1905, fotografa la rivoluzione bolscevica del febbraio 1917 e diviene ritrattista ufficiale di Lenin e dei suoi collaboratori.

 


DOVE: Brescia
QUANDO: 4-24 febbraio
"A life: Lawrence Ferlinghetti"

Fino al 18 febbraio in mostra "A life: Lawrence Ferlinghetti / Beat Generation Ribellione Poesia".

La mostra mette in luce l'importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, ed in particolare all'interno del movimento della Beat Generation.
“Ferlinghetti – afferma il Direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato - oltre ad essere autore di una delle raccolte di poesia più vendute al mondo “A Coney Island of the Mind” (1958), ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell'opera degli scrittori della Beat Generation, tramite la libreria e casa editrice City Lights Bookstore, da lui fondata nel 1953 assieme a Peter D. Martin. Ripercorrere la carriera di Ferlinghetti, come fa questa mostra bresciana, dà modo di rendere omaggio all'intero movimento letterario, aprendo lo sguardo non solo sull'opera dei singoli autori ma più in generale sul fenomeno Beat, che da New York a San Francisco, dalla costa est alla costa ovest, ha animato il panorama culturale underground americano degli anni Cinquanta e Sessanta”.


DOVE: Brescia
QUANDO: Fino al 17-02-2018
"Fuori dall'Eden - Laboratori d'arte al cinema"

Per "Fuori dall'Eden", progetto inclusivo di rigenerazione urbana tra street art e cinema, fino al 31 gennaio in mostra i lavori realizzati durante i laboratori. Orari: dalle 19 alle 21.

Un progetto realizzato grazie alla collaborazione tra Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e l’associazione True Quality.

Il cinema Nuovo Eden apre le porte anche a chi di solito si ferma sulla soglia, fuori dall’Eden appunto. Il progetto, dedicato alla street-art, permetterà di ospitare negli spazi del cinema una serie di laboratori, che sfoceranno in un’esposizione collettiva nel Bunker di via Odorici e nella proiezione del film Exit Through The Gift Shop dello street artist Banksy.
L'iniziativa nasce per rispondere in modo costruttivo ad alcuni danneggiamenti causati da ignoti sugli spazi esterni del cinema che si sono verificati qualche tempo fa ma di cui purtroppo permangono le tracce. Grazie al coinvolgimento dell’assessorato alla Sicurezza e dell’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Brescia, del Consiglio di Quartiere e all’attivazione delle energie positive degli abitanti del Carmine, i problemi si sono attenuati e in parte risolti.
Fuori dall’Eden è un progetto che vede nel dialogo e nella conoscenza reciproca la sua forza e si avvale della collaborazione dell'associazione True Quality che ha dato vita a un percorso concepito per coinvolgere i giovani presenti a diverso titolo nel quartiere, ma aperto a chiunque sia interessato a cimentarsi in attività artistiche al confine tra street art e cinema.  Il tema guida sul quale True Quality baserà i laboratori sarà quello dell'illusione. Illusione di movimento, in onore ai frame della pellicola cinematografia, e illusione di ciò che ci circonda, in un contesto sociale sempre più votato ad apparenza e incertezza.
Fuori dall’Eden è quindi un progetto inclusivo nato dalla convinzione che condividere momenti di creatività all’interno dell'Eden possa aiutare a comprendere il senso dell’attività di urban regeneration svolta al Carmine negli ultimi dieci anni. Gli organizzatori sono convinti che fare insieme serva a stimolare il rispetto reciproco e a sentirsi un po’ di più parte di un progetto culturale importante per l'intera città. L’illustrazione della locandina è di Semino Bevilacqua.


DOVE: Brescia
QUANDO: 26-31 gennaio
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