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ALLA VEDETTA DEL PISGANA
Val Sozzine, metri 1310; Plaz dell'Orto, metri 1630; Fronte vedretta del Pisgana, metri 2500 - 2550 metri

Tempo previsto ore 4 (solo andata)


Raggiungere la fronte di una vedretta o di un ghiacciaio per partecipare visivamente alla "nascita" di un torrente. Come pretesto può sembrare banale ma il fenomeno oltre che essere interessante e curioso è di forte impatto emotivo, soprattutto per coloro che in genere non frequentano le zone glaciali dell'alta montagna.

Per questo abbiamo pensato alla vedretta del Pisgana, o meglio alla sua parte terminale appunto, "la fronte del ghiacciaio", al cospetto della quale fermeremo la gita. Osserveremo qui, da distanza ravvicinata i suoi crepacci verdazzurri, le sue più minute incrinature, gli impalpabili sedimenti (limo) lasciati sul terreno, e lo scaturire delle gelide e torbide acque di fusione.

Superato Pontedilegno (in direzione del Passo del Tonale), prendere sulla destra la strada che prosegue per il fondo della Val Sozzine (al bivio la località è segnalata) e parcheggiare nelle vicinanze della fresca e copiosa fontana. Si continua a piedi, seguendo la stradina che sale nell'abetaia, lasciando nei prati alcune baite di tipica architettura camuna; al bivio poco avanti (circa 200 metri) si va a destra e si sale costeggiando il sassoso alveo dell'Oglio Arcanello. A 1630 metri di quota si tocca lo spiazzo erboso del Plaz dell'Orto che fu base di operazioni militari nella guerra 1915/18 e da questo, seguendo sempre il marcato tracciato, si rimonta il versante ovest della Val Narcane.

La valle si restringe e piega verso destra, incunendosi tra gli speroni del Corno d'Aola a destra e i rocciosi versanti della Punta lago Scuro e della Punta Pisgana a sinistra; più su alla presa d'acqua dell'Enel, la mulattiera finisce. Frontalmente lo valle, che nel contempo si è nuovamente aperta, appare sbarrata da un poderoso salto di roccia. Si prosegue seguendo la traccia ora fattasi sconnessa, ma sempre ben individuabile, che si sposta progressivamente verso il lato sinistro, in direzione di una cascatella.

Detta traccia rimonta poi il lungo coster tra rododendri, salici e radi ontani; ancora un balzo e siamo a circa 2500 metri di quota, dove per la durezza del clima, e per altri fattori connaturati all'ambiente glaciale stesso, la vegetazione si riduce a rare specie floristiche tra le quali spicca il ranuncolo glaciale. Ed è su per giù a questa altitudine (ma molto dipende dall'andamento stagionale e dalle precipitazioni nevose dell'inverno precedente), dove l'itinerario lambisce la fonte della vedretta dalla cui bocca fuoriescono le acque che alimentano uno dei rami che concorrono alla formazione del fiume Oglio.


A piedi con Franco Solina
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