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La Salute in Salsa Rosa

Ore 10:26 giovedì, 06 ottobre 2011
La Salute in Salsa Rosa
L'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (ONDA ) ha presentato recentemente la terza edizione del "Libro bianco sulla salute della donna" con nuovi dati e analisi dei differenti fattori economici, sociali e di costume che contribuiscono a cambiare il rapporto tra le donne italiane e la loro salute. Ed emerge subito una novità sull' aspettativa di vita delle donne italiane che, dopo il grande miglioramento degli ultimi venti anni, negli ultimi quattro è cresciuta solo di 0,3 ( 84,3 anni al 2010 ) mentre quella degli uomini ha registrato un aumento di 0,4 anni ( dai 78,7 del 2007 ai 79,1 del 2010 ). Questi dati, secondo gli esperti, sono fisiologici considerando che il popolo italiano è tra i più longevi d'Europa, ma potrebbero anche essere la spia delle ripercussioni che i cambiamenti economici e sociali degli ultimi tempi hanno avuto sugli stili di vita delle donne, modificandoli e favorendo così l' insorgenza di patologie un tempo appannaggio soprattutto degli uomini. E' aumentata la popolazione femminile italiana che fuma e che assume bevande alcoliche ( oltre 6 bicchieri in un'unica occasione), che fa vita sedentaria e che si nutre in modo scorretto. Tutti questi fattori concorrono ad un aumento delle malattie una volta appannaggio del sesso maschile. Tra queste, in primis, le patologie cardio-vascolari con 130 mila decessi l'anno nella popolazione femminile, di cui 33.000 per infarto del miocardio; più del triplo del tumore della mammella. Sono in aumento anche i disturbi psicologici e psichiatrici, dalla depressione maggiore all' ansia con assunzione spesso incontrollata dei farmaci. A proposito di farmaci ONDA denuncia che le donne ne sono le maggiori consumatrici, assumendoli in media il 20-30% più degli uomini, con una punta del 40% per quanto riguarda gli integratori alimentari. Eppure sono proprio le donne a ricorrere con minor frequenza alle strutture socio-sanitarie tanto che, fin dal 2003, si è notata una progressiva riduzione (pari a -6,5%) fra la popolazione femminile nei ricoveri ospedalieri sia a livello nazionale che regionale.

Già nel 1988 l' O.M.S. aveva lanciato un Gender Challenge alle Nazioni e alle Organizzazioni Internazionali per una migliore valutazione dei fattori di rischio che coinvolgono la salute della donna e per lo sviluppo di strategie di prevenzione per diminuire l' impatto delle gravi malattie che affliggono le donne in età avanzata ( ictus, infarto, diabete, osteoporosi, demenza ). Al fine di vincere questa sfida le comunità scientifiche nazionali ed internazionali hanno favorito lo sviluppo di un approccio multidisciplinare alla" Medicina di genere " che integri competenze e attori diversi: medici, ricercatori, esperti in economia, in clinical governance, in organizzazione sanitaria, in strategie di comunicazione. Di fatto la Scienza sino a ieri ha esplorato solo  territori maschili; la maggior parte dei lavori epidemiologici sono stati condotti sugli uomini, così come la maggior parte delle sperimentazioni cliniche, dei test con farmaci, degli esami di laboratorio e della diagnostica per immagini. Tutte indagini dove le varianti di genere erano scarsamente considerate. Oggi non è più così. La Scienza medica ha capito che si deve fare forte alleata delle problematiche socio-sanitarie femminili se vuole allontanare quella che, nel giro di pochi decenni, potrebbe annunciarsi come la più grande disfatta  della medicina del nuovo millennio. Milioni e milioni di donne nel mondo affette dalle malattie cardio-cerebro-vascolari, tumorali, polmonari, metaboliche, neurodegenerative, osteo-articolari, bisognose di cure ed assistenza con costi socio-sanitari ed economici insostenibili, anche per le società più ricche. Per non parlare dei costi umani e delle inevitabili rotture di equilibri delicati che, all' interno della famiglia e della società, solo la donna riesce a gestire al meglio.

Di medicina al femminile con particolare riguardo alla prevenzione che deve basarsi sulla responsabilità individuale, sulla partecipazione della famiglia e sulla presenza sul territorio della rete assistenziale e delle Istituzioni, si parlerà a Panacea con i seguenti relatori:

Prof. Lorenza Muiesan, prof. Ordinario di Medicina Interna, Univ. degli Studi di Bs, Azienda Ospedaliera, " Spedali Civili" di Brescia.
Dott. Carmelo Scarcella, Direttore Generale dell' ASL di Brescia
Dott. Mario Pappagallo, giornalista scientifico del Corriere della Sera
Dott. Andrea Poli, Direttore scientifico della Nutrition Foundation of italy



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