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Musica e Mente

Ore 10:11 venerdì, 19 ottobre 2012
Musica e Mente
Si è parlato molto in questi ultimi mesi della musica come terapia e questo grazie anche alla grande opera di informazione e divulgazione fatta dal comitato organizzatore del terzo Congresso Internazionale di NeuroMusicologia Clinica che ha visto fortemente impegnati la Fondazione Brunelli e l' Università degli Studi di Brescia nello sforzo condiviso di restituire alla Musica quel suo innato potere terapeutico che oggi, finalmente, la Scienza le riconosce. I risultati si sono visti, sin da subito.
La stampa e i new-media, prima curiosi e affascinati poi seriamente interessati, hanno iniziato ad occuparsene intervistando gli esperti per poter spiegare poi alla gente cosa in realtà si può chiedere ed ottenere dalla musica al di là dei piacevoli momenti di intrattenimento che tutti noi conosciamo. E che la musica non sia solo un "auditory cheesecake", un dolcetto per le orecchie, come la definiva il neuroscienziato Steven Pinker nel 1997, oggi è cosa certa. Infatti, grazie alle moderne tecniche di Neuroimaging si è consolidata l'idea che le informazioni musicali, di qualsiasi natura esse siano, dal suono al ritmo alla melodia e all' armonia seguono nel loro viaggio intracerebrale, dei particolari " sentieri " per arrivare a diventare percezioni coscienti. Questi "sentieri" corrono in fasci di fibre nervose, contattano i nuclei della base del cervello che li colorano di emozioni ed arrivano ai lobi frontali dove si integrano con altre informazioni per dare sensazioni coscienti della loro presenza. E' suggestivo pensare che nei pazienti autistici o in quelli in stato vegetativo permanente le note musicali, giunte passivamente nell'area auditiva, spingano per farsi strada nel cervello ripercorrendo i sentieri che seguivano prima del trauma ( nel caso del coma ) o che dovrebbero seguire se il cervello non fosse "isolato" dal mondo come nelle persone autistiche. Come mai Brescia ha ospitato il terzo Congresso Internazionale di Neuro Musicologia Clinica? Torniamo indietro di alcuni anni e arriviamo al 2006, anno in cui a Dusserdolf fu fondata la Società proprio al fine di approfondire le conoscenze dell' impatto che la musica ha sul funzionamento del cervello e di tutto il corpo umano.
Il primo congresso si è svolto a Salisburgo, patria di Mozart, il secondo a Vienna città musicale per eccellenza dove la Fondazione Brunelli, nella persona della presidente dott. Luisa Monini socio fondatore, ha ricevuto ufficialmente l'incarico di organizzare il terzo congresso a Brescia. L'invito è stato accettato per la similarità degli scopi della Fondazione che, parallelamente alla ricerca, si propone di migliorare la qualità di vita delle persone affette da diverse forme di disabilità e la Musica in questo è una preziosissima alleata. Come nei precedenti congressi, anche a Brescia gli scienziati hanno ampliato gli orizzonti della conoscenza mettendo insieme i differenti aspetti dell' insegnamento scolastico e della ricerca nel campo della Neuro Musicologia.

Presente la ricerca italiana dal Nord al Sud passando per il Centro Italia: un vanto che è giusto rimarcare anche per dar merito a chi in Italia fa ricerca, tra non poche difficoltà, in un campo fortemente scivoloso delle Neuroscienze dove l' evidenza scientifica dei fatti corre sul filo rosso di uno sguardo che, prima spento, torna ad illuminarsi ascoltando un particolare brano musicale o dove, una rigidità patologica come spesso si riscontra nel Parkinson, si libera e scioglie in un giro di valzer piuttosto che di foxstrot.
Chi ha avuto la possibilità di seguire le giornate congressuali e di vedere con i propri occhi ciò che Ryo Noda ha ottenuto con il suo metodo di terapia musico-cinetica su due pazienti affetti da morbo di Parkinson e su un malato in stato vegetativo permanente, ha avuto le risposte che attendeva. Non c'è alcun bisogno di scomodare la magia o il miracolo perchè la realtà è tutta racchiusa nel nostro cervello e nei neurotrasmettitori che produce quando stimolato dalla musica e da particolari movimenti.
Presso la Facoltà di Medicina, Michael Thaut ha tenuto il suo Corso Scientifico di Neuro-Musicoterapia ad allievi ai quali poi è stato consegnato un certificato di frequenza. Quella della certificazione è un problema che la Società di Neuro Musicologia Clinica intende risolvere il più in fretta possibile lanciando per il 2013 in Italia un programma formativo per fare musicoterapia " certificata ", aperta a diversi specialisti come psicologi, logopedisti, fisioterapisti, medici, musicisti, secondo un approccio multidisciplinare.
Carla Fracci, etoile della danza classica italiana e internazionale è intervenuta al Congresso con l' eleganza, il fascino e il sorriso che la contraddistingono. A lei il presidente della Società Michael Thaut e il sindaco della città Adriano Paroli hanno tributato i dovuti onori e tutti i partecipanti presenti nel Ridotto del Teatro Grande una calorosa standing ovation. L'ultima grande emozione di questo Congresso è stata vissuta a Sirmione dove, presso il Palacreberg messo gentilmente a disposizione dalle Terme di Sirmione e dal Comune di Sirmione, l'Orchestra Esagramma, composta oltre che da musicisti professionisti anche da ragazzi e adulti con gravi problemi psichici e fisici o con disagio sociale e famigliare, si è esibita nel Concerto sinfonico " Amor che tutto muove ", sotto la fantastica direzione del Maestro Licia Sbattella.

A Panacea per parlare della Musica come metodo di cura basato sull' evidenza scientifica, interverranno i seguenti relatori:

Prof. Sergio Pecorelli,
Magnifico Rettore dell' Iniversità degli Studi di Brescia

Prof. Giuliano Avanzini,
Prof. Emerito Fondazione IRRCS Istituto Nerurologico C. Besta, Milano

Prof. Giorgio Brunelli,
studioso in Neuroscienze, Direttore Scientifico della Fondazione Giorgio Brunelli per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale. 



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