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Quando la tiroide impazzisce

Ore 16:12 mercoledì, 23 gennaio 2013
Quando la tiroide impazzisce
 "Una farfalla nella forma, uno scudo nella sostanza" è così che il prof. Aldo Pinchera, prof. Emerito di Endocrinologia dell'Università di Pisa, amava definire la tiroide, ghiandola che per lui non aveva segreti. Ma per noi forse sì: cerchiamo dunque di saperne di più.

La tiroide si trova nella regione anteriore del collo proprio davanti alla trachea; è uno degli organi più importanti del nostro corpo e, agendo sotto il controllo dell'ipofisi, regola tutte le attività del metabolismo, della crescita e dello sviluppo corporeo.

Stime dell' OMS indicano che al mondo circa un miliardo di persone sono colpite da disfunzioni tiroidee; di queste oltre 200 milioni sono ammalate di gozzo. In Italia sono circa 6 milioni le persone che presentano questa patologia con un impatto economico stimato in oltre 150 milioni di euro l'anno.

Il primo a descrivere la forma più comune di disfunzione tiroidea, il gozzo appunto, fu il medico italiano G. Flaiani alla fine del ‘700, seguito alcuni anni dopo dal medico irlandese R. J. Graves che, nel 1835 ( quasi in concomitanza con il medico tedesco K. Van Basedow), parlò di gozzo esoftalmico associandolo ad una eccessiva secrezione tiroidea e a tutte le dirette conseguenze fisiche e neuro-psichiche causate dalla stessa. Il gozzo non è però l'unica malattia che colpisce la tiroide; noduli tiroidei, ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite di Hashimoto, tiroidite post-partum, tumori della tiroide; tante sono le patologie che interessano questo delicatissimo organo che regola e controlla i processi metabolici e il consumo di energia dell'intero organismo. Gli ormoni tiroidei hanno infatti un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo degli altri organi: regolano la velocità dei battiti del cuore, il livello di colesterolo, il peso corporeo, la forza muscolare, il trofismo della pelle e dei capelli, la vista, il ritmo delle mestruazioni, lo stato mentale, il metabolismo basale e tante altre funzioni.

Per fare tutto ciò gli ormoni tiroidei ( tiroxina -T4 e triodiotironina -T3) hanno bisogno d iodio che è praticamente alla base della loro struttura bio-chimica. Il fabbisogno giornaliero di iodio è dunque fondamentale per la sintesi degli ormoni e varia con il sesso e con l'età: nella donna è di circa di 150 μg (microgrammi) in età fertile e sale a 200 μg durante la gravidanza e l'allattamento. Nel bambino è di 90 μg, nell' adolescente 120 μg, nell' uomo adulto 130 μg.

La profilassi riveste di fatto un ruolo fondamentale e si traduce in una corretta assunzione di sale iodato con l'alimentazione. Il Ministero della Salute è da anni impegnato a realizzare un'efficace iodioprofilassi in Italia, quale importante, semplice ed economica misura preventiva di sanità pubblica. Nel 2005 il Ministero ha promosso la Legge n. 55: "Disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica". Tale norma prevede che:

- in tutti i punti vendita di sale alimentare deve essere assicurata la disponibilità del sale arricchito con iodio, mentre il sale comune deve essere erogato soltanto su specifica richiesta del consumatore.
- l'uso di sale arricchito di iodio nella ristorazione collettiva e nella produzione dei prodotti alimentari.

Si tenga presente che in Italia un neonato su 3000 nasce affetto da disfunzione tiroidea che può condurre, se non evidenziata e curata entro un mese dalla nascita, a difetti mentali gravi e irreversibili.
Uno dei risultati più importanti nell' ambito della prevenzione primaria ottenuto grazie alla instancabile attività del prof. Pinchera è stato quello della introduzione dello screening neonatale obbligatorio su tutti i bambini per la presenza di carenze iodiche.

Un discorso a parte meritano gli effetti delle radiazioni sulle patologie tiroidee, già tristemente noti dopo le esplosioni delle bombe nucleari in Giappone nel 1945 e nelle isole Marshall negli Anni 60. Più recentemente in Bielorussia e Ucraina, dopo il disastro del reattore nucleare di Chernobyl nel 1986, è stato registrato un notevole e preoccupante aumento dei tumori maligni della tiroide, specialmente negli adolescenti, riportando pertanto l'attenzione sull'inquinamento ambientale da materiale radioattivo, come temibile fattore di rischio di patologia tiroidea.

Delle differenti disfunzioni tiroidee, del perché sono molto più frequenti nel sesso femminile che viene colpito 5-8 volte di più rispetto a quello maschile, della cause che le determinano, di come curarle e prevenirle si parlerà a Panacea in una puntata speciale dedicata al prof. Aldo Pinchera Studioso di fama internazionale nel campo dell'endocrinologia, riconosciuto come uno dei massimi esperti mondiali nello studio e nella cura delle malattie della tiroide.

Panacea vuole ricordare il grande scienziato scomparso di recente riproponendo una intervista fatta negli studi di Teletutto che verrà poi commentata in studio

dal Prof. Enrico Agabiti Rosei,
Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali Univ. degli Studi di Brescia.
dal Dott. Carlo Cappelli
Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Responsabile del Centro delle Malattie della Tiroide Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia



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